Great Sunday!

www.MauiAddicted.com: wear your passion!

   Lo sappiamo, siamo Maui Addicted e cerchiamo di alleviare l’astinenza dalla nostra isola preferita con qualsiasi cosa…magari anche qualche bella uscita nelle acque Italiane.

   Anche se più avara di condizioni rispetto ai benedetti Trade Winds, anche la nostra penisola ogni tanto si concede. Ecco il grafico del vento rilevato ieri sull’alto lago di Garda, località hotel Pier:

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   Aloha!

Poetica del Windsurf!

   Queste righe, scritte da autore ignoto, esprimono benissimo le sensazioni e la dipendenza indotta da questo sport meraviglioso che è il windsurf!

   Chi è già vittima dell’incantesimo ci si ritroverà chi invece non ha ancora sperimentato la magia potrà almeno intuire cosa ci spinge.

   Aloha!

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   Ognuno di noi non è solo quello che appare agli altri , né spesso solo quello che appare a sé stesso.

   Oggi vi intratterrò così….con una storia di vento e windsurf, di emozioni e tribù, di scie e onde intorno ad un lago che avete visto mille volte ma che adesso vi racconterò con altri occhi. i miei.

   Una curva, altra curva…galleria.

   Una luce forte ed un lago accarezzato da mille farfalline impazzite. Stelle saettanti e coloratissime su un blu profondo e freddo danzavano come trasportate da una musica, come stregate in un gioco di intrecci. In lontanaza, le colline avvolte in una leggera foschia, si tuffano anche loro nell’acqua gelida.

   Mi fermai ad ascoltare.
   Mi parlava solo il rumore del vento…nessun motore a spingere e regolare quelle traiettorie, nessuna apparente energia ma una forza silenziosa, quella che mi ronzava nelle orecchie e mi faceva strizzare gli occhi.
   Il lago, cosi avvolto nel silenzio , mi pareva diverso da quello che conoscevo. Si faceva accarezzare da tante piccole tavole e giocava con loro, mostrava di sé non tutta la sua forza ma solo uno sfondo bluastro e brillante increspato dal vento.

   Volli provare ad entrare in quella tribù di pazzi che, azzerando ruoli e schemi sociali, si lanciavano all’impazzata nell’acqua invernale passando ore a guardare il vuoto aspettando il vento, osservando attentamente rami e nubi in attesa di un segno.
   La sola idea mi affascinava.

   Il primo tentativo fu una delusione, un delirio di informazioni tecniche, attrezzature difficili da trasportare ed ingombranti per attendere un vento che spesso non si faceva neppure vedere. Svegliarsi la mattina presto, sacrifici su sacrifici ed io io che non riuscivo a capire, fissavo incredulo la tribù alla quale ormai appartenevo, senza capire perché mai tanta testardaggine.
   Cosa li spingesse proprio non mi entrava in testa, io che non riuscivo neppure a capire perchè mi trovassi lì a tentare movimenti che sentivo troppo goffi. Il lago sembrava regalare emozioni forti a tutti mentre a me solo capricci.
   Come una donna che non vuole farsi conquistare, semplicemente mi ignorava e così facendo cercava di farmi “mollare”.
   Le sue piccole crudeltà, scoprii vanno amate.

   Spinto ormai quasi soltanto dalla promessa di impegni presi andai avanti per la mia strada cercando di affascinare quella Circe che sembrava stregare tutti e con una grinta che riuscii a trattenere mi feci dire un piccolo grande sì.
   Avevo tecnica e vento e l’acqua quel giorno premiò tutti i miei sforzi. Capii che lasciarsi andare veramente non era soltanto arrendermi al lago ma alla sua sua forza e finalmente planaii!!!

   Il mio movimento da goffo divenne veloce ed in sintonia, il vento mi sollevò, rimase sotto solo la piccola pinna, che spaccava l’acqua era abbastanza per tracciare un immaginario solco poco profondo, che separava la mia incredulità da un incredibile volo. Quel movimento dapprima goffo adesso mi spingeva verso emozioni forti e sentii l’adrenalina scorrere violentemente in tutto il corpo.
   Guardando gli altri sapevo che anche loro stavano provando le mie stesse emozioni e sentii un senso di appartenenza ed una leggerezza che mi stupì. Ero parte di una tribu’ di amanti di adrenalina, vento ed emozioni.

   La fisica che ci racconta, in tutta la sua franchezza, i principi della planata, del mio “volare” sull’acqua svanisce improvvisamente e tutto quello che sai, tutta la conoscenza rapidamente scompare quando ti senti trasportato; la realtà viene offuscata quando ti senti tutt’uno con la natura e ne percepisci e cavalchi la forza.

   Scoprire la tecnica di accelerazione sull’acqua è stato come attivare l’ipervelocità sull’Enterprise. Subito dopo una nuova emozione.

   La paura.

   Paura di non saper gestire, una forza cosi grande. E se non riuscissi a fermarmi in tempo???
Ebbene …..vi confesso…. a volte proprio non si riesce a fermarsi in tempo…

   I surfisti inseguono vento e onde… qualcosa più grande e forte di loro e cercano di passarci nel mezzo, attraversando con il loro corpo una forza per il tempo che dura.

   Perchè noi in fondo ci assomigliamo un po’ tutti, lontani dai nostri copioni di vita “normale” si fanno previsioni, ci si sveglia con una sola domanda in testa, all’alba ancora assonnati, ci si immerge nel traffico e si affrontano ore di strada deserta nella notte, km e km lontani dal comfort, alla ricerca di quella scossa che ci solleva e ci fa volare.

   Quando sull’acqua scorre la riga nera dell’increspamento e si annuncia imminente la possibilità di uscire, veniamo tutti presi da una folle comune frenesia e cominciano i preparativi.

   Dopo, quando il vento cala o si e’ gia troppo stanchi o infreddoliti, a volte doloranti, ci si riunisce intorno ad un tavolo per raccontarci aneddoti e progetti, limiti superati o da affrontare, immersi da sensazioni di tranquilità e soddisfazione comune.
Condannati a questo delirio, stregati dalla natura siamo quelli che trovate in silenzio a fissare l’acqua. Nello sguardo limpido e LIBERO si rispecchia le nudità dell’animo umano quando per un po’ si allontana da una coreografia che non ha scelto, quando si libera in volo.

   Corriamo dietro ad un momento, un attimo unico che spinge l’uomo ad essere qualcosa di più di sé stesso….